Cosa avviene in Libia: l’Aja acquisisce il durissimo rapporto Onu #voisapete

Cosa avviene in Libia: l’Aja acquisisce il durissimo rapporto Onu #voisapete

La Corte penale dell’Aja sta indagando sui crimini commessi in Libia a danno dei migranti. Come avevamo raccontato, c’è anche un rapporto delle Nazioni Unite (leggi qui) a confermare le ipotesi criminali, che tocca anche il capitolo “Guardia costiera libica” (o qualsiasi cosa essa sia), con la quale – attraverso il governo di Tripoli – il nostro paese collabora, al fine di delegare l’azione pratica, concreta, attiva di respingimento ai libici.

Si sono però aperti enormi interrogativi rispetto alla catena di comando, a capo della quale potrebbe esserci il governo italiano, eventualità che certificherebbe il diretto coinvolgimento italiano.

Ora quel rapporto è stato acquisito dalla procura della Corte penale internazionale e, come scrive Il Fatto Quotidiano, «l’acquisizione del rapporto Onu del 12 febbraio, oltre a confermare l’esistenza di un fascicolo aperto sulla questione migranti in Libia, è un campanello di allarme che potrebbe suonare anche a Roma. Nel documento acquisito dall’Aia è riportata una dura accusa alla Guardia costiera di Tripoli: “La missione Onu Unsmil ha continuato a documentare una condotta spericolata e violenta da parte della Guardia costiera libica – scrive il segretario generale António Guterres – nel corso dei salvataggi e/o delle intercettazione in mare”».

Noi sappiamo, #voisapete, e molti altri sanno. Da Avvenire: «E’ una conferma ulteriore che la situazione in Libia è grave – dice Oliviero Forti della Caritas – anche e soprattutto (anche e soprattutto, ndr) a seguito del blocco delle Ong in mare. Il contesto libico non permette una gestione congiunta delle migrazioni – prosegue -. Il quadro che arriva dall’altra parte del Mediterraneo è inquietante. Di come vengono gestiti i migranti, delle violenze e degli abusi che sono costretti a subire, solo perché sono migranti e non hanno commesso alcun reato».

Fa eco padre Camillo Ripamonti del Centro Astalli: «E’ da anni che denunciamo questa situazione e sin da subito, quando erano stati presi gli accordi con la Libia, ci eravamo dimostrati contrari».

E conclude Luca Masera, dell’Asgi: «Quello che giunge dall’Aja è un segnale importante. Ora si valuti anche la responsabilità delle autorità italiane che hanno fornito un contributo economico e operativo alla Libia che si è rivelato significativo nella gestione del fenomeno migratorio».

 

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