Il tropico della violenza passa per le coltivazioni di vaniglia del Madagascar #voisapete

Il tropico della violenza passa per le coltivazioni di vaniglia del Madagascar #voisapete

L’isola africana dell’Oceano Indiano produce da sola metà della vaniglia del mondo, ma la sua coltivazione ha molte conseguenze negative sull’economia e sulla stabilità del paese, visto che è al centro di attività di riciclaggio, corruzione, e recentemente anche di violenza.

Della produzione di vaniglia in Madagascar ne scrive Il Post (qui) riprendendo il Guardian.

Lo stesso caso, quasi parola per parola, l’abbiamo citato in Voi sapete:

… guerre, dittature, disastri ambientali, desertificazioni, si trovano sulla stessa linea, un parallelo, una sorta di Tropico della violenza, della fame, della disperazione e della disumanità. Ed è una linea che fa da soglia, anche, tra il mondo dei profitti e dei consumi e quello dello sfruttamento.

Possiamo citare il caso della vaniglia del Madagascar, Emilio Drudi lo ha raccontato: «Il più grande produttore di vaniglia è il Madagascar. È una coltivazione molto faticosa. Un kg viene pagato 8 dollari, il contadino non arriva a due dollari al giorno. Un kg costa 400 dollari all’ingrosso. Al dettaglio, nei nostri mercati può valere anche il doppio. Il contadino guadagna cento volte di meno del prezzo al quale la vaniglia viene venduta. Le banane costano intorno ai 3 euro al kg. Il 40% del prezzo di vendita va al supermercato, il 23% in tasse europee, il 15% all’importatore, il 10% in trasporto, l’8% all’esportatore, il 4-5% al proprietario dell’azienda. Al contadino va l’1%».

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