La caccia al nero nel cuore dell’Europa #voisapete

La caccia al nero nel cuore dell’Europa #voisapete

Una volontaria ci racconta che da un paio di giorni la polizia insegue i ragazzi neri nelle strade, chiede i documenti anche a quelli che hanno lo status di rifugiato: cercano la provocazione, sperano in una ribellione violenta.

Lo scrive Domenico Quirico, in un reportage pubblicato oggi da La Stampa, ricordandoci la «caccia» ai nigeriani promossa dal governo italiano poco più di un anno fa, quando un telegramma del Viminale inviato a tutte le questure invitava a prevedere «mirati servizi finalizzati al rintraccio» di cittadini nigeriani.

Foto: La Stampa

Quirico si reca al confine tra Francia e Italia, lungo quella val di Susa famosa per ben altre vicende, che sempre hanno a che fare con confini e flussi, in questa Europa degli stati nazionali che erige muri per bloccare le persone mentre buca le montagne per far passare le merci.

Monti dove milizie di razzisti strafottenti, ramazzate in mezzo continente, si danno, sotto le telecamere, alle «rattonades», le cacce ai topi dell’età di Vichy. E poi consegnano le loro prede a uno stato, la Francia, connivente e grato.

E’ l’Europa che non conosciamo – dice Quirico -, ma che stiamo imparando a conoscere benissimo:

Nel terzo millennio lo scandalo di bambini e donne incinte che strisciano, di notte, tra la neve, verso frontiere inesorabili.

E chi prova a dare una mano, un pasto caldo, una mappa, diventa un criminale della solidarietà.

Dove venite in vacanza, ogni giorno, da mesi, il mondo è un continuo passaggio di sofferenze inavvertite. La sofferenza non è nulla: l’ingiustizia, l’insulto è che una gran parte di essa passa inavvertita.

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