La dottrina Minniti applicata da Salvini #voisapete

La dottrina Minniti applicata da Salvini #voisapete

«Alcune forniture sono esaurite, oggi abbiamo assolutamente bisogno di approvigionamenti per la nave. Abbiamo bisogno di farmaci, coperte. Aiutateci». Terzo giorni in mare per Lifeline, la Ong tedesca che si trova ora a sud di Malta, in acque internazionali, con 224 persone salvate in mare a bordo.

Italia, Spagna e Malta si rimpallano in queste ore le proprie responsabilità e, da parte italiana, Salvini ha ribadito «che queste navi si possono scordare di raggiungere l’Italia: voglio stroncare gli affari di scafisti e mafiosi». Nel concreto, la Guardia costiera italiana ha comunicato – tramite una nota pubblicata da Repubblica – alle imbarcazioni che incroceranno la zona di ricerca e soccorso (Sar) libica che «Da questo momento, ai sensi della convenzione Solas (Safety of life at sea) i comandanti di nave che si trovano in mare nella zona antistante la Libia, dovranno rivolgersi al Centro di Tripoli e alla Guardia costiera libica per richiedere soccorso».

Un ordine del tutto strampalato e irriguardoso dei diritti umani per diverse ragioni, che elenchiamo velocemente: primo, chi si trova in mare in una situazione di pericolo contatta chi gli pare e questo centro ha il dovere di adottare le prime misure necessarie al salvataggio. Secondo, nei fatti non esiste una zona Sar libica. Terzo, la Libia non è un luogo sicuro per i rifugiati, che dalla Libia infatti scappano.

Quel che fa Salvini, però, non è altro che l’applicazione della dottrina Minniti, il quale ha fondato la sua azione politica da ministro su un accordo firmato con le autorità di Tripoli per fare esattamente quel che ora fa Salvini: scaricare su di loro la responsabilità dei salvataggi. O sarebbe meglio dire dei respingimenti, dato che le persone vengono respinte in un paese, la Libia, dove rischiamo di subire torture, violenze, trattamenti inumani e degradanti. Si tratta di pratiche, quelle di respingimento, vietate dal diritto internazionale per evidenti ragioni.

Se Salvini può operare da subito a pieno regime è perché c’è stato chi ha preparato il terreno, tanto culturale quanto amministrativo e esecutivo, addirittura ammodernando le motovedette utilizzate dalla Guardia costiera libica.

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