La violenza maschile più brutale che si sia mai vista #voisapete

La violenza maschile più brutale che si sia mai vista #voisapete

YYY le aveva strappato i vestiti davanti a tutti e poi l’aveva trascinata nuda nella sua stanza, le aveva legato le mani dietro la schiena, le aveva aperto le gambe e l’aveva violentata. Essendo infibulata le aveva aperto l’infibulazione con uno strumento metallico per poterla penetrare e la ragazza per il dolore era svenuta. Quando si era risvegliata era in un lago di sangue.

Tratto da «Voi sapete», che cita a sua volta «le motivazioni della sentenza del 10 ottobre 2017 con cui la Corte d’assise di Milano ha condannato all’ergastolo un cittadino somalo ritenuto responsabile di gravissimi fatti di violenza commessi nei primi mesi del 2016 in un campo di raccolta dei migranti in Libia».

Nella stesse motivazioni si legge che «Le dichiarazioni delle due ragazze sono inoltre apparse coerenti con i risultati della visita ginecologica cui sono state sottoposte. Infatti gli esiti cicatriziali riscontrati ed i malesseri dalle stesse raccontati sono risultati pienamente congrui con riferimento al loro racconto».

Nel certificato medico si legge: «in occasione della prima violenza ha avuto dolore violentissimo ed emorragia genitale (ci sono volute ore perché il violentatore riuscisse a penetrarla). Incontinenza urinaria. Frustata su gambe e braccia con tubi di gomma e cinture. Tenuta per lunghi periodi con mani e piedi legati. Esame obiettivo varie cicatrici addominali riferite a pratiche mediche in età infantile. Altre cicatrici al petto, alla nuca, all’avambraccio, alle mani, alle falangi dei piedi. L’esame ginecologico ha dato riscontro agli esiti della riferita infibulazione e della intervenuta penetrazione».

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