Le Nazioni Unite certificano tortura, stupri e violenze sui migranti in Libia #voisapete

Le Nazioni Unite certificano tortura, stupri e violenze sui migranti in Libia #voisapete

I migranti sono sottoposti a detenzione arbitraria e torture, tra cui stupri e altre forme di violenza sessuale, rapimento per riscatto, estorsione, lavoro forzato e uccisioni illegali. Tra i perpetratori delle violenze ci sono funzionari statali, gruppi armati, contrabbandieri, trafficanti e bande criminali.

UNSMIL ha visitato quattro centri di detenzione supervisionati dal «Dipartimento per combattere la migrazione illegale» e ha riscontrato un forte sovraffollamento e spaventose condizioni igieniche. I detenuti erano malnutriti e avevano limitato o nessun accesso a cure mediche. Al 15 gennaio 2018, si contavano circa 5.200 migranti detenuti in «Centri di dipartimento», in calo dai circa 19.000 dell’ottobre 2017, secondo lo stesso Dipartimento.

L’UNSMIL ha continuato a documentare la condotta spericolata e violenta della Guardia costiera libica nel corso di salvataggi e/o intercettazioni in mare. Ad esempio, il 6 novembre 2017, membri della Guardia Costiera picchiavano i migranti con una corda e puntavano armi da fuoco nella loro direzione durante un’operazione in mare. UNSMIL ha inoltre documentato l’uso eccessivo e illegale della forza “mortale” da parte degli ufficiali del Dipartimento per la lotta alla migrazione illegale. Il 19 novembre, durante un raid su un improvvisato campo per migranti nella zona di Warshafanah, membri dei gruppi Tajura e Janzur affiliati con il Dipartimento per la lotta alla migrazione illegale, aprivano il fuoco sui migranti senza fornire alcun avvertimento verbale, causando morti e feriti.

Le donne e le ragazze migranti sono state sottoposte a stupro, prostituzione forzata e altre forme di violenza sessuale per mano di funzionari statali, membri di gruppi armati, contrabbandieri e trafficanti.

UNSMIL ha continuato a ricevere segnalazioni di gravi violazioni nei confronti dei bambini, compreso l’uccisione, la mutilazione e il rapimento. Durante il periodo di riferimento, 20 bambini sono stati uccisi e 25 sono rimasti feriti. I bambini sono stati uccisi a causa di bombardamenti aerei e di proiettili vaganti, o sono stati uccisi o feriti in incidenti che coinvolgono resti esplosivi di guerra o ordigni esplosivi non identificati. Il rapimento di bambini per scopi bellici è stato perpetrato da diversi gruppi armati, milizie e organizzazioni criminali. Il reclutamento e l’uso di bambini da parte di gruppi armati, così come la loro detenzione sulla base della loro presunta o effettiva associazione con altri parti in conflitto, continuano a essere segnalati.

Quanto avete appena letto è contenuto in un rapporto trasmesso il 12 febbraio scorso dalla missione in Libia delle Nazioni Unite al Consiglio di sicurezza, reso pubblico da Avvenire.

Il rapporto documenta il coinvolgimento dell’apparato governativo libico: lo stesso identico interlocutore e partner del governo italiano nell’operazione di respingimento dei migranti. Si documenta inoltre il coinvolgimento di milizie, di cui il governo libico si serve, così come documentato già nei mesi scorsi da numerose inchieste giornalistiche.

Non potremo dire che non sapevamo.

Lascia un commento

Chiudi il menu