Libertà per Amal, verità e giustizia per Giulio #voisapete

Libertà per Amal, verità e giustizia per Giulio #voisapete

«La moglie del presidente Mohamed Lotfy, responsabile delle associazioni che seguono le indagini su Giulio (Commissione egiziana per i diritti e le libertà, Ecrf, nda), è stata arrestata questa notte con l’accusa di terrorismo subito dopo una telefonata con Alessandra Ballerini, legale della nostra famiglia». Questa la denuncia, arrivata venerdì, da parte dei genitori di Giulio Regeni. La donna, Amal Fathy, è stata prelevata dalla propria abitazione – dove si trovava con il marito e il figlio di tre anni – nel mezzo della notte. L’accusa è di terrorismo, costruita a partire da un post su Facebook nel quale la donna si dice indignata per le violenze che subiscono le donne in Egitto.

Ecrf «lavora per documentare casi» di «torture in prigione, sparizioni forzate» e «il direttore del board è consulente legale della famiglia Regeni». L’associazione denuncia che si tratta della settima volta che «patisce intimidazioni e persecuzioni» da parte della National Security.

L’intimidazione arriva a pochi giorni dallo sbarco al Cairo del sostituto procuratore di Roma, Sergio Colaiocco, che da due anni e mezzo si sta occupando del caso. E arriva a stretto giro dalla decisione del Cairo di approfondire – si legge su Repubblica – «le indagini sui nove funzionari della National Security che, secondo la ricostruzione della procura di Roma, hanno avuto un ruolo sicuramente nel sequestro di Giulio e nei depistaggi avvenuti dopo il suo assassinio».

Sono troppe le coincidenze e le non coincidenze la cui responsabilità ricade su quel «partner ineludibile» (Alfano dixit) che ci richiamano al dovere di chiedere da subito la liberazione di Amal Fathy, oltre che – ancora e sempre – verità e giustizia per Giulio Regeni.

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