L’intima contraddizione dell’Interno #voisapete

L’intima contraddizione dell’Interno #voisapete

Marco Minniti celebra i risultati del suo mandato: sono diminuite di 95mila unità rispetto all’anno precedente le persone che sono arrivate in Italia («sbarcate» è già un termine politicamente orientato, ci ricorda Marco Aime), grazie alla strategia che ha portato a finanziare i respingimenti libici e a sgomberare il campo dagli occhi delle Ong, e grazie al «contenimento» (eufemismo) nei centri di detenzione del paese africano.

Nel frattempo, Minniti celebra anche il crollo dei reati, una tendenza che prosegue da anni, che è totalmente disaccoppiata rispetto agli arrivi di persone dagli altri continenti.

Nel 2017 si è registrato il più basso tasso di reati degli ultimi dieci anni, un risultato straordinario che l’Italia farebbe male a dimenticare. (Marco Minniti, 10 aprile 2018)

A ferragosto 2017, ad esempio, il Viminale dichiarava una diminuzione dei delitti (nel periodo da gennaio a luglio) da 1,46 milioni di casi a 1,28 milioni di casi. E degli omicidi da 245 a 208.

Un anno prima – ferragosto 2016 – sempre il Viminale diffondeva questi dati:

Quindi, le notizie vere sarebbero due: la prima è che abbiamo lasciato decine di migliaia di persone in Libia in condizioni disumane, la seconda è che anche in presenza di arrivi considerati numerosi, il numero dei reati è sempre calato. La seconda ovviamente rende ancora più intollerabile la prima e mostra l’intima contraddizione in ciò che il ministro dell’Interno ha detto e fatto in questi anni, seguendo i peggiori esempi della destra nazionale e europea e presentando come trionfali scelte politiche contrarie alla Costituzione, ai Trattati e alle Convenzioni internazionali e a quel minimo di umanità che dovrebbe accompagnare oltre alle azioni, anche alle parole.

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