Una Ong carica di persone è sfuggita ai libici e non gli è stato ancora indicato dove approdare #voisapete

Una Ong carica di persone è sfuggita ai libici e non gli è stato ancora indicato dove approdare #voisapete

La vicenda ha dell’incredibile, ma ha dei chiari responsabili: coloro che hanno accreditato la Guardia costiera libica (qualsiasi cosa rappresenti) all’interno del sistema di ricerca e soccorso in mare. Ieri, 15 marzo, la Ong spagnola Proactiva Open Arms ha tratto in salvo in acque internazionali diverse decine di migranti.

L’episodio di soccorso più critico si è svolto nel pomeriggio, su indicazione della Guardia costiera italiana, quando sono state tratte in salvo 117 persone, alcune delle quali già in acqua.

Poco dopo la nave della Ong è stata raggiunta dai libici a 73 miglia dalle acque territoriali libiche, i quali hanno minacciato di aprire il fuoco se non gli fossero stati consegnati i migranti tratti in salvo.

Proactiva Open Arms ha rifiutato il trasbordo ed è quindi cominciato un inseguimento durato un paio d’ore, secondo Repubblica. Sfuggiti alla minaccia, all’equipaggio e ai migranti tratti in salvo non è ancora stato indicato, allo stato attuale, dopo circa ventiquattro ore, un porto europeo al quale poter fare approdo. Come potete vedere ci sono a bordo donne e bambini che necessitano di cure.

Update 12.58 – Scrive Sergio Scandura che «per la prima volta l’Italia vorrebbe ora applicare una “norma”, mai scomodata, secondo cui la Ong deve contattare il proprio stato bandiera per chiedere l’autorizzazione formale all’Italia per sbarcare. Questa nuova “linea” è stata comunicata da Minniti (via sms dal Niger) a Luigi Manconi». Si tratta di una “linea” gravissima, dato che apre a una serie di rimpalli di responsabilità, mentre il diritto internazionale parla chiaramente di “porto sicuro più vicino”. 

Ha ragione Oscar Camps, fondatore di Proactiva: è una vergogna.

#voisapete

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